Conservativa
Con il termine conservativa indichiamo quella branca dell’odontoiatria che si dedica a preservare i denti compromessi dalla carie dentale o da fratture, con un approccio delicato e mini invasivo, pensato per rispettare il più possibile la struttura naturale residua del dente.
Questa disciplina si occupa di prevenzione, diagnosi, piano di trattamento e riabilitazione di tutte quelle situazioni che coinvolgono i tessuti duri del dente, come:
- la carie dentale, la causa più frequente di danno ai tessuti dentali;
- le erosioni chimiche, dovute all’azione degli acidi presenti in alcuni alimenti o bevande;
- l’usura dentaria, entro certi limiti, legata a fenomeni come bruxismo, serramento o digrignamento notturno.
01
Cos'è un’otturazione?
L’otturazione dente è la procedura più diffusa negli studi odontoiatrici per curare carie e restituire al dente il suo aspetto e la sua funzione naturale.
In breve, il percorso prevede:
La rimozione del tessuto rammollito generato dalla carie.
1
Il riempimento della cavità residua con materiali biocompatibili, come il composito.
2
La restituzione al dente dello stesso aspetto naturale che aveva prima della carie.
3
02
Intarsio dentale
Che cos'è l'intarsio
Come funziona
03
Ricostruzioni dentali estetiche
Grazie ai materiali oggi a disposizione, come il composito, è possibile realizzare ricostruzioni dentali estetiche capaci di integrarsi perfettamente con il colore e la trasparenza del dente naturale, così da curare il problema senza che se ne veda traccia.
Per garantire un’esperienza serena e priva di dolore, i nostri specialisti utilizzano sempre l’anestesia locale durante ogni intervento di conservativa.
F.A.Q.
Non sempre è facile, ed è questo il punto: all’inizio una carie, spesso, non dà alcun segnale. A volte c’è sensibilità al freddo o al dolce, una macchia scura, cibo che si incastra sempre nello stesso punto. Ma il modo sicuro per trovarla presto, quando si cura in modo semplice, è il controllo regolare. Aspettare il dolore significa quasi sempre trovarla tardi. E tra l’altro sono necessarie spesso delle radiografie per scovare delle carie interdentali, che sono molto subdole, si nascondo non essendo visibili neanche agli occhi del dentista finché non diventano enormi, e a quel punto serve quasi sicuramente devitalizzare il dente o peggio, toglierlo!
Può essere del tutto silenziosa, soprattutto all’inizio. Il dolore arriva quando la carie è già arrivata vicino al nervo, cioè quando è avanzata. Per questo “non mi fa male” non vuol dire “non ho niente”: è proprio la carie che non fa male quella che conviene trovare prima.
La carie nasce dai batteri della bocca che, nutrendosi degli zuccheri che mangiamo, producono acidi che consumano lentamente il dente. Contano quindi tre cose: quanto spesso mangi zuccheri, quanto bene pulisci, e la tua saliva. Non è una colpa né una fatalità: si previene agendo su quei tre fattori.
Una carie vera e propria, che ha già “bucato” lo smalto, non guarisce da sola e non torna indietro: va curata, altrimenti avanza, inevitabilmente. Diverso è lo stadio iniziale, la macchia bianca prima del buco: quella, con igiene e fluoro, a volte si può fermare. Ecco perché trovarla presto cambia tutto.
Con poche cose fatte bene: spazzolino almeno due volte al giorno, filo o scovolino almeno ogni sera, meno zuccheri fuori pasto, e controlli regolari con igiene professionale. Lo spazzolino da solo pulisce circa il 60% della bocca; il resto, tra dente e dente, lo raggiungi solo con il filo. Tre minuti in più la sera valgono più di qualsiasi cura.
Dipende da quanto è profonda. Le carie piccole e superficiali spesso si curano senza sentire nulla, anche senza anestesia. Per quelle più vicine al nervo l’anestesia serve a farti stare comodo, e su di te usiamo il pre-anestetico perché nemmeno la puntura si senta. Decidi anche tu: se preferisci l’anestesia per stare tranquillo, si fa.
Quando la carie arriva al nervo, il dente in genere inizia a far male o a diventare sensibile, e la semplice otturazione non basta più: serve la devitalizzazione, o meglio la terapia canalare, cioè la pulizia del canale in cui c’è il nervo. Non è una condanna per il dente: devitalizzato, ricostruito bene, e ricoperto con una corona o un intarsio, resta al suo posto e funziona. È un motivo in più per non aspettare che una carie faccia male.
Un’otturazione fatta bene dura molti anni, spesso oltre dieci, ma non è per sempre: col tempo può usurarsi o infiltrarsi ai bordi. Per questo ai controlli la teniamo monitorata. Quanto dura dipende anche da quanto era grande la carie e da come mastichi, per esempio se digrigni i denti.
Se hai fatto l’anestesia, aspetta che passi prima di mangiare, per non morderti guancia o labbro. Per il resto puoi mangiare quasi subito; nei primi giorni una leggera sensibilità al caldo o al freddo può essere normale e passa. Se il dente “tocca” prima degli altri quando mordi, chiamaci: basta un piccolo ritocco.