Pedodonzia
La pedodonzia è la branca dell’odontoiatria che si dedica alla prevenzione e alla cura della salute orale dei più piccoli.
Come in ogni ambito della medicina, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: per questo è importante portare il bambino dal dentista per la prima visita di controllo già intorno ai 3-4 anni, anche solo per abituarlo con serenità alla poltrona e all’ambiente dello studio.
L’odontoiatria pediatrica è una disciplina che richiede un approccio molto diverso rispetto a quello riservato agli adulti, e non tutti i professionisti scelgono di dedicarvisi.
I bambini, del resto, presentano caratteristiche anatomiche del tutto particolari: basti pensare alla dentatura decidua, i cosiddetti denti da latte, composta da soli 20 elementi la cui eruzione si completa generalmente tra il 30° e il 36° mese di vita, con un colore, una struttura e una forma molto diversi da quelli dei denti permanenti.
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L'importanza della relazione con i pazienti più piccoli
L’aspetto più delicato, forse, è proprio la relazione che si costruisce con il bambino. I più piccoli non hanno le stesse motivazioni degli adulti in tema di salute o estetica, per cui catturare la loro attenzione richiede pazienza e sensibilità.
La vera sfida per un dentista bambini è riuscire a farsi voler bene dal proprio piccolo paziente e, soprattutto, a conquistarne la fiducia: un obiettivo possibile solo adattando ogni volta l’approccio al carattere e alle esigenze del bambino che si ha di fronte.
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Se i denti da latte cadranno comunque, perché curarli?
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Cos'è il carico immediato?
In pedodonzia la prevenzione resta lo strumento più prezioso, ed è per questo che invitiamo i genitori ad accompagnare i propri figli da un dentista bambino già dall’età di 3-4 anni. Durante la prima seduta, cerchiamo di entrare in sintonia sia con i genitori sia con il piccolo paziente, raccontando lo studio come una casa magica e la poltrona come un’astronave, con l’obiettivo di conquistare il bambino fin dal primo momento.
In questa fase è importante anche condividere con i genitori l’atteggiamento più utile da adottare in vista della visita: parole come “dolore”, “paura”, “sangue”, “male” o “puntura” vengono lasciate fuori dalla porta, mentre il bambino viene incoraggiato facendo leva sul suo orgoglio, sulla sua sicurezza e sulla sua pazienza.
Fin da subito, è utile aiutare i genitori ad abbinare una corretta igiene orale a una sana alimentazione, riducendo il più possibile il consumo di zuccheri, caramelle e bevande gassate.
Un’altra forma di prevenzione riguarda i molari definitivi, che erompono intorno ai 6-7 anni: proprio perché non sono preceduti dalla caduta di alcun dentino, spesso i genitori li scambiano ancora per denti da latte.
Questi elementi presentano un rischio più alto di sviluppare carie rispetto ai molari successivi, e per proteggerli si utilizza una procedura chiamata sigillatura dei solchi, capace di prevenire la formazione di carie durante tutta l’infanzia.
Un’altra semplice pratica preventiva è la fluoro-profilassi, ovvero l’applicazione di un gel al fluoro sui denti sia decidui che permanenti, per renderli più resistenti nel tempo.
Grazie alla prevenzione, inoltre, è possibile individuare precocemente alcune malocclusioni: intercettarle in età infantile permette all’ortodontista di intervenire più facilmente, sfruttando lo sviluppo cranio-facciale ancora in corso.
Se diagnosticate più tardi, richiederanno invece terapie più complesse, in alcuni casi anche interventi chirurgici.
Portare tuo figlio da un dentista bambini fin dai primi anni significa, prima di tutto, prendersi cura del suo sorriso con serenità, senza aspettare che compaia un problema.
Alcuni dei benefici principali di questo percorso:
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Perché scegliere un percorso di pedodonzia
F.A.Q.
Prima di quanto si pensi: idealmente entro i 4 anni. Non tanto per “curare”, ma per abituarlo all’ambiente e per insegnare ai genitori come prevenire. Un bambino che conosce il dentista da piccolo, senza traumi, sarà un adulto senza paura: ed è esattamente ciò a cui teniamo.
Più che l’etichetta, conta chi si dedica ai bambini con il tempo e la delicatezza giusti. Un bambino va accolto con pazienza, giochi e parole adatte alla sua età: se chi lo cura lavora così, va benissimo. La cosa più importante è che la prima esperienza sia positiva, perché è quella che si porterà dietro per sempre.
Nella prima visita di un bambino, soprattutto, si gioca e si prende confidenza: guardiamo i dentini, contiamo insieme, facciamo vedere gli strumenti senza usarli in modo “serio”. L’obiettivo non è fare qualcosa al dente, è far sì che il bambino esca contento e voglia tornare.
Con parole positive e semplici, senza anticipare paure. Evita frasi come “non aver paura” o “non ti farà male”, perché introducono l’idea che ci sia qualcosa da temere; meglio raccontarlo come una cosa normale e curiosa. E non usare mai il dentista come minaccia (“se non lavi i denti, il dentista ti…”). Al resto pensiamo noi, con calma.
In genere ogni sei mesi, come per gli adulti, salvo indicazioni diverse. Sono controlli brevi che servono a intercettare subito le carie (nei bambini avanzano in fretta) e a rinforzare le buone abitudini. Più diventano una routine tranquilla, meglio è.
Sì, e spesso più in fretta dei denti definitivi, perché il loro smalto è più sottile. Le carie nei bambini possono avanzare rapidamente e far male. Per questo non vanno trascurate solo perché “sono denti che cadranno”.
Sì, e ti spieghiamo perché. Il dente da latte tiene lo spazio per il definitivo che deve arrivare e serve a masticare e parlare bene: se una carie lo rovina o lo fa perdere troppo presto, può creare problemi ai denti che verranno. Curarlo non è “accanimento”, è proteggere il sorriso futuro del bambino.
Può crescere fino a far male, infettarsi e portare alla perdita prematura del dentino da latte cosa che darà poi problemi all’eruzione del dente permanente. Oltre al dolore per il bambino, si rischia di complicare qualcosa che, preso in tempo, era semplice. È il motivo per cui i controlli regolari da piccoli contano davvero.
Poche regole che funzionano: lavare i denti due volte al giorno (con l’aiuto di un adulto finché è piccolo), limitare zuccheri e soprattutto bevande zuccherate, evitare il biberon zuccherato la notte, e fare i controlli regolari. La prevenzione da bambini è l’investimento più facile che esista sulla bocca da adulti.
Sì, ed è una delle cause più comuni di carie precoci: zucchero o miele sul ciuccio (o il biberon dolce lasciato la notte) tengono i dentini a contatto con lo zucchero per ore. Meglio il ciuccio pulito, senza intingerlo in nulla di dolce.
Con l’esempio e col gioco: lavarli insieme, farne una routine fissa mattina e sera, usare uno spazzolino adatto alla sua età. Fino ai 6-7 anni la mano del genitore serve a “rifinire” dopo di lui. Trasformarlo in un momento tranquillo, non in una lotta, è metà del lavoro.